“Figli dei fiori”, originale bistrot green in Via Borgo Vico

Se amate il concetto di floreal bistrot, a Como c’è il locale che fa per voi! Davvero splendido, si chiama Figli dei Fiori e lo trovate in Via Borgo Vico. Non si tratta di un semplice flower shop ma di un vero e proprio concept store: progetti floreali, workshop, laboratori creativi, eventi e bistrot… Sono moltissime le attività che organizzano..quindi avete davvero mille occasioni per farci una visita! 🌸 🌸

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“I figli dei fiori”  Via Borgo Vico, 39A, 22100 Como CO

La location è un ex autorimessa ristrutturata e il bistrot è sistemato in diverse salette. Questa è una delle particolarità dei “Figli dei fiori“, ogni spazio è diverso dagli altri, ricreando tanti piccoli ambienti con atmosfere differenti… accomunate però da fiori, piante ed elementi di arredo green.

Un’ incantevole sala al piano terra in stile botanico, una piccola serra stile vintage molto accogliente, un dehor circondato da fiori (cornice perfetta per una cena romantica) e infine la terrazza Ferrari, dove si possono gustare alcune specialità del noto brand di Spumanti.

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La texture della terrazza è giocata su un’alternanza di verdi e tonalità del legno naturale. Accogliente, delicata, piena di pace e di luce..la particolarità e la bellezza della location e l’atmosfera rilassata mi hanno subito conquistata. Ora ogni occasione è buona per tornarci in compagnia per un brunch!

 

Che dire d’altro? è il posto giusto se volete stupire con un aperitivo o una cena speciali!

A PROPOSITO DI..BOUQUET.. questo in foto è stato creato dal mio “fiorista personale”, con Gardenie e fiori spontanei. Bellissimo! A cosa si sarà ispirato…?  ☺️ 💐

Bea

La tea room di Melissa

Oggi mi trovo a Sarzana in una sala da tè molto particolare. Sono in compagnia di Melissa, un pasticcera professionista, viaggiatrice, scrittrice e proprietaria di questa graziosa tea room dall’aria romantica e un po’ retrò, con uno stile raffinato e fuori dal tempo. Le pareti color verde, gli arredi vintage e le meravigliose torte esposte in alzate di vetro con campana (neanche a dirlo) mi hanno subito affascinata. Ero troppo curiosa di saperne di più, così tra una fetta di Red Velvet e una tazza di tè al bergamotto le ho fatto qualche domanda. Sono molto soddisfatta di questa intervista, mi piace scrivere di donne che sono riuscite a realizzare i loro sogni e rincorrere le proprie passioni, spero che la sua personalità e la sua storia possano esservi d’ispirazione!

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io e la mia Red Velvet

1.  Melissa, mi racconti come è nata la tua passione per i dolci?

Per caso. Un Viaggio in America e un negozio di decorazioni per dolci a 5 piani hanno catturato la mia attenzione. Non credevo si potessero vendere 5 piani di perline di zucchero colorate! Ne ho comprate un po’, per gioco, ed al mio ritorno a casa ho fatto le mie prime cupcakes. Da quel momento non ho smesso. Ho studiato molto e poi ho aperto il mio primo negozio.

2.  Le tue torte raccontano qualcosa di te e dei tuoi viaggi? da dove prendi ispirazione per le tue ricette?

Le mie torte raccontano di tutte le esperienze ed i ricordi che mi legano al cibo. Prendo ispirazione da qualunque cosa intorno a me. Quando vado al mercato, impazzisco! I colori della natura ed i suoi profumi mi lasciano sempre a bocca aperta!

3.  Il tuo negozio qui a Sarzana ha uno stile molto particolare, un po’ british e un po’ vintage, ce lo racconti?

Il mio negozio è decisamente il riassunto di tutto quello che amo. Guardandosi intorno si notano anche cose che non sono british per nulla e quasi stonano, ma questa sono io. Che fosse vintage è stato un caso, ma lo stile British invece è un tributo ai tantissimi anni che ho trascorso in Inghilterra.

 

4.  “Il senso di Melissa per le torte” è il tuo nuovo libro appena uscito, ci vuoi spiegare come è nata l’idea?

Naturalmente. Ho sentito l’esigenza di mettere su carta le mie ricette e di farle conoscere al pubblico. Per anni mi hanno chiesto di condividerle, dunque quale modo migliore? E poi ho raggiunto un punto della mia vita nel quale ho voluto tirare un po’ le somme di quello che ho vissuto, quello che ho visto fino ad ora e quello che mi ha formata.

5.  Infine, non posso non chiederti, qual è il tuo dolce preferito?

Lo dico sempre: la torta mimosa. E’ puramente un amore legato alla mia infanzia. 

Concedersi momenti belli con una fetta di torta e una tazza di tè è una vera gioia!

Grazie Melissa,

Bea

 

Ikea Festival: ecco perché l’ho trovato così interessante

Perché Ikea fa proprio quello che io amo e che, come progettista, cerco sempre di fare: cambia prospettiva e guarda tutto da un punto di vista differente. Ho trovato l’installazione per la Design Week proprio in linea con il loro motto: essere per tutti. Tutte le sei collezioni presentate hanno alla base un pensiero e la volontà di risolvere i problemi e le necessità delle famiglie moderne. Quest’anno l’installazione è stata dedicata all’ambiente più accogliente della casa, uno spazio pubblico ma allo stesso tempo personale: il soggiorno. E’ proprio qui che si condividono momenti con famiglia e amici, dove si festeggiano le occasioni speciali.. è importante quindi che sia uno spazio multifunzionale e personalizzabile.

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Le persone oggi cercano un “back to basic“, vogliono sentirsi tranquille di poter essere come sono a loro agio nella loro casa senza dover seguire per forza mode o modelli.

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L’artista londinese Faye Toogood ha realizzato all’interno di Ikea Festival “Enfant terrible” un’installazione/ mash-up di vari pezzi di arredi Ikea ispirati all’immaginazione e ai sogni d’infanzia. Gli styling di Pella Hedeby e Anna Lenskog Belfrage, creative e blogger svedesi, sono un mix di stile nordico e orientale ispirato ai giardini zen giapponesi. Le ambientazioni sono perfette e sono rese ancor più vivibili da performers: artisti che dipingono, cuciono, leggono, all’interno della loro “casa ideale“.

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Bea

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Io e le mie amiche bloggerzz @Inesprovana  e Guia @thisishomebnb sulla giga-poltrona dell’installazione “Enfant terrible” di Faye Toogood per Ikea

 

Le installazioni più green di questo fuorisalone 2017

Le installazioni green sono sempre uno dei trend più apprezzati e fotografati. Quest’anno sono state davvero moltissime le iniziative della Milano Design Week che hanno puntato su allestimenti floreali. Ho pensato di selezionare per voi alcune tra le idee che ho preferito di questo fuori salone per rivivere insieme i momenti (green) più belli e interessanti.

FLOWERPRINT” di Piuarch: I 2 mila fiori di diverse varietà sono stati appesi sulla facciata del negozio a formare un pattern scenografico, semplice ed intelligente. Idea da copiare: i fiori recisi sono stati innestati in tuberi, è una tecnica che consente di conservare i fiori più a lungo.

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TULIPANI ITALIANI” di Edwin e Nitsuhe: Un grande giardino in cui è stato possibile raccogliere tulipani e godersi la bellezza della natura per due settimane. è il primo “u- pick” garden in Italia ed ha avuto un successo incredibile. Grande idea!

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NONOSTANTEMARRAS” di Antonio Marras: Le installazioni che ha realizzato per questo fuori salone sono state, come ogni anno, tra le più belle (ho amato in particolare “le 80 orfanelle”) ma quest anno lo spazio “Nonostantemarras” ha ospitato anche le composizioni floreali del flower designer Tonino Serra, sotto il glicine del cortile interno, un incanto!

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IKEA FESTIVAL” di Ikea: Una delle installazioni più riuscite e apprezzate del fuori salone. Il brand svedese si è dedicato alla rivisitazione del soggiorno, per adattarlo alle esigenze dell’uomo moderno. Ha diviso questo tema in 4 aree, una di questa dedicata appunto al soggiorno GREEN, chiamata “make room for nature“.

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L’angolo di Puccicoat” : E per finire, tra gli eventi green di questo fuorisalone c’è stata anche la mia piccola installazione in un negozio di abbigliamento/accessori per la casa in stile vintage che adoro tanto!

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..Nel prossimo post tutte le foto più belle che ho scattato durante il fuorisalone (eventi green e non)! 😉

Bea

 

Tra creatività e design..

Oggi vi racconto di una giornata davvero speciale trascorsa in una location da favola nella quale mi sono dedicata ad una delle attività che preferisco fare in assoluto: workshop creativi, per sperimentare tecniche sempre nuove ed entusiasmanti…

A Sud di Milano, zona Porto di Mare, si trova una ex fabbrica del sapone, oggi trasformata in incantevole spazio per laboratori e uffici. Entrando ho scoperto un posto davvero originale, un’insieme di suggestioni e di particolari raffinati, di scelte uniche e non convenzionali..
Ogni dettaglio, sapientemente curato, contribuisce a creare uno spazio giovane, fresco e dinamico.

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La prima cosa che ho pensato appena entrata é stata: “wow, se avessi un ufficio così vorrei lavorare tutti i giorni, mattino-sera, weekend compresi”… beh non ci crederete ma questa possibilità esiste per davvero!
Questa location infatti é la sede di “Lascia la scia“, un gruppo di cinque giovani donne che si occupano di allestimenti e architetture [con]temporanee con tanta passione e professionalità. Oltre alle loro scrivanie c’è anche un’area dedicata al coworking. Sia che siate alla ricerca di uno spazio per gestire la vostra attività, sia che siate alla ricerca di progettisti che vi possono aiutare a realizzare il giusto contesto per ospitare un evento, con un concept personalizzato e moderno, vi consiglio di sbirciare il loro sito!

..Non poteva che essere la cornice ideale per ospitare un entusiasmante workshop di calligrafia su lavagna.

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Abbiamo imparato a scrivere con il gessetto, studiando le forme armoniche delle lettere usate in calligrafia moderna. Una scrittura elegante che fa riscoprire il fascino della “bella grafia”.
Giulia Bianco é stata la nostra guida, ci ha accompagnate alla scoperta di quest’arte antica e affascinante, con le sue nozioni e gli esercizi base.
Con lei abbiamo scelto una scritta da fissare su una lavagnetta con pennarello bianco. La mia non poteva che essere “flower market” (non vedo l’ora di usarla nel mio prossimo workshop floreale a Roma!!)

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..Insomma, è stata una bellissima iniziativa che ha trovato spazio in un luogo altrettanto bello! Un intreccio unico e particolare tra creatività e design..

Ringrazio Giulia, Laura e tutte le ragazze di Lascia una scia.. e consiglio a tutti di lasciarsi coinvolgere dalle loro passioni e progetti.

Bea

photo credit: Riccardo Lanfranchi

 

 

RESTYLING DELLA MIA CAMERA

Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa ancora da completare..

La mia idea di arredo è legata ad un ambiente in cui sia possibile miscelare semplicità e quel tocco raw chic che non dovrebbe mai mancare e che fa di uno spazio qualsiasi il MIO spazio!
Come ho rinnovato la mia camera da letto? L’ho trasformata in un ambiente pieno di luce e di vita ricco di dettagli che adoro e che stimolano la mia creatività.
A proposito di personalizzazione, amo da sempre tutto ciò che è vecchio e trovo affascinante che ogni oggetto della mia casa abbia una storia tutta sua, perciò per il restilying della mia camera da letto ho preferito recuperare dei mobili e restaurarli piuttosto che comprarne di nuovi.
Non è una soddisfazione immensa fare o modificare qualcosa con le proprie mani?
Lo sgabello adibito a comodino, ad esempio, l’ho trovato da un’associazione che si occupa di svuotare le soffitte di vecchie case. Vendono mobili e complementi d’arredo il più delle volte da restaurare, il mio sgabello era marrone e bianco, rivestito da una pellicola in pvc effetto legno. Ho riverniciato la seduta in grigio e deciso di mantenere la struttura allo stato originale.
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La sfida più grande è stata riuscire a coniugare antichi pezzi “di famiglia”, ai quali proprio non potevo rinunciare, con la semplicità di una camera moderna e dinamica.
Alla fine è stata proprio l’armonia di questo insolito connubio che ha caratterizzato l’intero progetto.
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Bianco, crema e grigio fanno da padroni, con qualche tocco di colore qua e là, tanto legno e soprattutto tanta luce.
E’ impossibile rinunciare ai colori freddi in camera da letto, ampliano gli spazi, conciliano il sonno e rilassano la mente.
Il grigio poi è un colore splendido! cambia di intensità a seconda della luce nei diversi momenti del giorno, io l’ho usato per dipingere una sola parete e il suo contrasto con il bianco mi piace da impazzire.
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I dettagli che fanno la differenza: un vecchio serramento recuperato e trasformato in una splendida scultura luminosa da Elisa di “Garage 28” , decorato con una creazione unica e originale realizzata in fil di ferro da Mirtia “Come d’incanto handmade”.
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Foto realizzate per Martino Midali con abito “squaletto” nella mia bacheca a ragnatela.
… E poi c’è lei, l’oggetto più speciale di tutto l’arredo: la Remington, regalatami per il compleanno. E’ il mio gioiello anni ’30!
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Sono rimasta soddisfatta da questo restyling della mia camera anche se non nascondo che il vecchio arredo sulle tonalità dell’azzurro, con carta da parati a righe un po’ retrò e un po’ baby, alla quale ero affezionata, o forse abituata, un po’ mi manca. Con il tempo mi sono convinta però che per fare spazio agli oggetti che collezionavo e che creavo era necessaria una trasformazione. Avevo voglia di mettermi alla prova e creare un ambiente che mi identificasse al meglio.
Amo i dettagli e dedico molto tempo alla loro scelta, per questo ci sono ancora delle pareti e angoli da completare e modificare che fotograferò presto.
Un consiglio? Lasciatevi ispirare: Non è mai troppo tardi (né troppo presto) per scoprire l’imperfetta semplicità e la bellezza degli ambienti.
Bea